sabato 23 giugno 2007

-19 bis- LA LUNGA MARCETTA IN PERICOLO


Il gallo comincia a cantare alle cinque e mezzo. Inesorabile come un pennuto innamorato continua con il suo possente chicchirichì ogni cinque secondi. E’ un canto forte, orgoglioso, squillante. Dice proprio così: “Chicchirichì”, come un gallo che abbia studiato bene il copione dopo essere andato a scuola di dizione. A me sembra di averlo sul letto. Va avanti fino alle nove. In qualche modo ci ricorda Giovanni. Ci dirà Franco, il proprietario dell’agriturismo: “Sta corteggiando due galline e quindi fa gli straordinari”. Ci chiediamo: colpa del gallo troppo focoso o delle galline troppo ritrose? Franco dirà anche: “Prima o poi debbo ammazzarlo”. “Prima”, suggerisce Giorgio che ha 38 di febbre. Il gallo non c’entra ma il suo canto d’amore non aiuta la guarigione. Siamo fermi nell’agriturismo della Colombarina, sopra Meldola, sulla strada che porta alla Rocca delle Caminate. La giornata di ieri è stata dura, 33 km con troppo sole e troppo vento caldo. E’ lo scirocco ma qui lo chiamano garbino. Giorgio si misura la febbre e si decide di non partire. Ieri sera sono venuti a trovarci Massimo Cirri e sua moglie Alessandra. Hanno una casa a Palazzolo sul Senio, un’oretta da qui. Ci prendono in giro e ridono sulle nostre avventure e soprattutto non ci fanno la domanda di rito: “Perché?”. Cirri è psicologo, Alessandra psichiatra. Sono in grado di capire da soli senza fare domande. La giornata è di convalescenza per Giorgio e di riposo per me. Alla Colombarina ci riempiono di coccole. Siamo l’attrazione. Le nostre magliette con il cartello stradale del divieto ad andare a più di cinque all’ora e la scritta “A piedi da Masetti a Cura di Vetralla” incuriosiscono e divertono. Io ne approfitto per scrivere la rubrica per “Io donna”, per correggere le bozze del libro-intervista con Grillini e per fare i tagli dell’intervista televisiva a Erri De Luca della serie sul movimento del 77. Per essere il mio anno sabbatico forse lavoro un po’ troppo. Giorgio dorme. Ogni tanto si sveglia, si misura la febbre che va su e giù e dice: “Mi ricorda le colline imolesi”. Poi si fa un piatto di tagliolini allo scalogno, una tachipirina e torna a dormire. Vengono a trovarci anche tre ragazzi di Rimini. Carlo è guida ambientale e ci spiega come dobbiamo fare a scavalcare gli Appennini, la nostra ossessione. L’itinerario giusto, dice, è quello che scollina al passo della Calla. Sfiniti dai mille consigli tutti diversi decidiamo di dare retta a Carlo. Faremo tappa a Cusertoli, Santa Sofia, Corniolo, Campigna, eremo di Camaldoli, percorrendo il sentiero 00 in cresta. Sempre che la febbre di Giorgio scompaia e che non sia qualcosa di più serio. Viene una dottoressa, il medico di guardia, a visitare Giorgio. Gli trova la pressione un po’ alta ma, come tutti i dottori, non si sbilancia. Potrebbe essere la fatica, potrebbe essere qualcosa di virale, il polmone destro non respira troppo bene, vediamo se la febbre domani se ne va. Nel frattempo tachipirina. Se è qualcosa di virale bisognerà fare un po’ di antibiotici. Se è broncopolmonite bisognerà fare la radiografia. “E se fosse tubercolosi?”, chiedo senza suscitare particolare ilarità nella dottoressa, e questo è comprensibile, ma nemmeno in Giorgio che sopra i 38 di febbre non apprezza le battute. Per la prima volta ci rendiamo conto che la “lunga marcetta” è in pericolo. Se è una semplice influenza si tratta di aspettare qualche giorno. Altrimenti tutti a casa. Affoghiamo la tristezza in un piatto di fettuccine fatte in casa. Ci telefonano, per conoscere il bollettino medico, Antonio, l’uomo dei plantari di Imola, Sara, la maestrina di Faenza, Marco Ardemagni, Mina Welby, Giampaolo Osele, Guglielmo il commercialista di Bologna. Non ci telefona Giovanni. E questa è una notizia.

noi siamo sempre qui

9 commenti:

Giovanni Pretolani ha detto...

Claudio che delusione! Pensavo fossi un "Uomo" e ho scoperto che sei un uomo di spettacolo. L'Uomo ama la verità, quello di spettacolo l'effetto. "A prescindere" dalla verità, come direbbe Totò. Mi è stato chiesto se aderivo al PD. Ho risposto No perchè non potevo condividere un partito con la ultraclericale Binetti, Rutelli e altri. Ciò per te è diventato il mio odio per il PD. Ma io, che sono laico, non odio nessuno. Tantomeno chi non la pensa come me. Il PD, fra l'altro, è una forza politica di sicuro a me vicina e le auguro il massimo successo. Questo . tu che non sei stupido, l'hai capito benissimo ma non hai saputo resistere alla tentazione di contrapporre il destro che odia il B. al sinistro che odia il PD. Ho commesso un grave errore di valutazione. Pensave che trascorrere qualche ora tra persone che non si erano mai incontrate comportasse la necessità di un approccio vivace fatto di dire e ascoltare. Mi è costata la qualifica di pazzo logorroico. Me ne dispiace ma da tempo so che la vita è un rosario di delusioni.

Vittorio Grondona - Bologna ha detto...

Camminare fa bene alla salute. Me lo dice sempre anche il mio medico... Però è faticoso, crea fastidiose bollicine nei piedi, scalda il corpo fino alla febbre quando si carpazza sotto il sole cocente. Il momento migliore è l'arrivo. Piedi a bagno, tavola imbandita, letto accogliente. Per fortuna ogni giorno si ripete l'atteso fantastico momento dell'arrivo. Unica vera impagabile risorsa per chi insiste a camminare a piedi. Mentre capita di tutto sull'itineraio dei coraggiosi pellegrini, sul blog continuano le insistenti casaliniche proposte di cambiamento. Visto che siete ancora in territorio romagnolo, provate a chiedere agli abitanti del luogo che fine fanno in quella regione gli uccelli della domenica... Giovanni Pascoli a suo tempo già ne parlava...
In bocca al lupo... Cedere mai! Deve essere il vostro motto.
Cordialità.
Vittorio Grondona

jos ha detto...

Coraggio Giorgio, la crisi passerà e tornerai lucido e in forma come e più di prima. Di solito mi astengo dal dispensare noiosi consigli (tutti normalmente tendono a farlo nella vita e con una certa invadenza), specialmente a persone per niente sprovvedute e lungimiranti come voi due, intrepidi wanderung-boys, ma per una volta voglio fare un'eccezione. Trascorso il momento critico (la krisis è passaggio e crescita) eviterei di camminare sotto il sole e il caldo assassino dell'una o le due del pomeriggio. Insomma, eviterei le ore centrali della giornata, almeno fino a quando questo clima killer incomberà sulle nostre martoriate teste. Una levataccia vi salverà la vita e migliorerà la qualità del cammino.
Claudio hai ancora molta energia per portare a compimento l'impresa anche se, come ben sai, non è tanto la sospirata meta quanto il percorso stesso che più conta.
Vi seguo, vi incoraggio e cammino più che posso.
Giuseppe P.

zenzen ha detto...

Coraggio Giorgio, la febbre passerà. Claudio fagli qualche flebo di sangiovese vedrai che gli passa !! altro che antibiotico.
Vi incoraggio più che posso.
Pino.

fedevet ha detto...

Giorgio, anche se non hai scelto me, come veterinaria, vorrei aiutarti: se ci sarà bisogno, oltre alla vescica adotterò anche un lobo polmonare, e ti prometto che me ne prenderò cura! Resistere, resistere, resistere!

Anonimo ha detto...

Cusercoli, non Cusertoli.

Anonimo ha detto...

Forza Giorgio,alzati e cammina!
Alberto Oldrini

rosita ha detto...

Giorgio il Mitico, guarda che era "ed il settimo giorno si riposò", non "e al settimo giorno gli venne la febbre"... siete fortissimi! vi sono vicina col pensiero. rosita (quella caduta dal tetto durante l'incendio dell'abitazione).

Davidin ha detto...

Giorgio dai dillo che stai facendo come i bimbi che riscaldano il termometro per non andare a scuola... O eri geloso dello scioppone che si è Sergio e anche tu volevi la tua razione di coccole?
Riprenditi prestissimo, sarà sicuramente solo influenza, vedrai.