martedì 12 giugno 2007

-10 bis-I VERI NEMICI DEL CAMMINATORE

(da Montagnana a Badia Polesine, attraverso Urbana, Merlara, Castelbaldo, Masi, percorsi oggi km. 23, in totale km. 144,9, media dall'inizio km 4,7 all'ora, ore in movimento dall'inizio 31)

Mi ero sempre chiesto, prima della partenza, quale sarebbe stato il negozio più frequentato. Giorgio, che è un animale metropolitano, pensava ai supermarket. Io, da bravo provinciale, pensavo al fruttivendolo. Da quando siamo partiti non siamo mai entrati in un supermercato e non abbiamo mai trovato un fruttivendolo aperto. Le farmacie invece sono diventate i luoghi del nostro shopping compulsivo. Non è molto divertente in realtà. Appena entriamo in una farmacia le giovani farmaciste (qui ci sono solo giovani farmaciste) ci dicono: "Desidera?" e poi si vergognano della domanda stupida e corrono allo scaffale dei cerotti. In seguito ci consegnano pacchi di confezioni di creme antivesciche, cerotti antivesciche e spray antivesciche. La prima volta Giorgio ha esclamato: "Ma lei come ha fatto a indovinare?" La seconda, no. A tutt'oggi abbiamo comprato creme, lasonil, cerotti, sali per i piedi, integratori vitaminici, tachipirine, termometri. Giorgio voleva comprare anche la crema solare, e aveva ragione perché il sole insieme ai rettifili è il grande nemico dei camminatori. Molti sono convinti che un cappellacio basti a proteggere e si trovano ustionati i polpacci. Ma io gli ho subito detto che la crema solare l'avevo portata io. Lui si è spalmato tutto, da quel giorno. Protezione 40. Risultato, tranne il mignolo color Marlboro, tutto il resto di Giorgio è bianco come un proteo delle grotte carsiche. Oggi si è unito a noi anche Giampaolo Osele, architetto e scultore di Lavarone. Ha capito l'andazzo. Per non sentirsi inferiore è subito entrato in una farmacia e ne è uscito con una confezione famiglia di sali integratori per prevenire i crampi.

Sole, comunque, oggi, niente. Caldo tanto. La notte ha portato un acquazzone molto forte e l'umidità è notevole. La notte ha portato anche qualche grado di febbre che ho prontamente affrontato con una mia personale ricetta a base di Polase e Tachipirina. Giorgio sostiene che si tratta di una ciofeca e che non serve a niente. Io sostengo che è una bomba. "Al Giro d'Italia", gli dico, "causerebbe la squalifica a vita di intere squadre". E infatti la febbre scompare. Grazie Polase.

Entrati ieri sera da Porta Vicenza usciamo stamane da Porta Verona. Dopo cento metri vedo un fruttivendolo e mi precipito. Carote e pomodorini. E' la prima volta che riesco a fere il pieno di verdura fresca per il pranzo. Ma è anche la prima volta che troviamo un ristorante all'ora del pranzo. Pensiamo subito: "Ecco sfatata una maledizione, quella che dice che mai mangeremo decentemente a mezzogiorno". Ci avviciniamo. L'insegna è chiara: "Pizzeria Il Grappolo, tavola calda". Un miracolo. Sotto, in piccolo, "Chiusa il martedì". "Giorgio, che giorno è oggi?" Giorgio non risponde. I tavolini, come alla stazione dei pullman di Montecchio domenica, ci sono ugualmente. Apparecchiamo e saccheggiamo lo zaino di Giampaolo che, come tutti gli architetti, gira sempre con mortadella, luganega, schiacciatine arabe, barrette di muesli, bibite fresche e mezzo litro di cabernet sauvignon. Il cabernet non lo tocchiamo. Tutto il resto, sì. E così, anche questa volta, veniamo salvati dalla generosità del viandante. Sembriamo due sanfranceschi che hanno fatto la scelta di povertà.

Le strade sono dritte ma dritte tanto. I camion, che insieme ai rettifili e al sole sono i peggiori nemici dei camminatori, cominciano a farci paura. Noi, come è giusto fare, camminiamo a sinistra per vedere coraggiosamente il nemico in faccia e potergli urlare in tempo il nostro sdegno nel momento in cui qualcuno di loro ci spiaccicherà. Ma loro sono convinti di avere un occhio bionico e ci passano accanto mancandoci solo di un paio di nanocentimetri. Io di notte sogno ormai gli specchiettoni dei tir. Ma devo essere sincero. Molti camionisti allargano vistosamente quando ci incrociano. A loro vada la riconoscenza nostra e la benedizione del santo protettore dei cazzeggiatori in cammino, se ne esiste uno.

Il telefono verde (l'unico telefono verde in cui paga chi chiama e infatti è rosso) squilla. E' Toni Capuozzo, vicedirettore del Tg5, quasi parente mio, preoccupato per la vescica di Giorgio. Ma mi dice anche: "Ti ricordi che 25 anni fa eri il mio direttore?" "Certo che me lo ricordo". "Ti ricordi che mi mandasti a fare il giro d'Italia con l'accellerato?" "Certo che mi ricordo". "Che culo che ho avuto". "E perché?" "Pensa se già da allora tu avessi avuto la fissa dei viaggi a piedi".

Il Polesine non fa poi così schifo. E' una regione che gode di cattiva stampa. La gente lo associa alle alluvioni, alle zanzare e alla nebbia. Ma se vogliamo stilare la nostra personalissima play list, come direbbe un dj alla moda, in testa finora è saldamente il vicentino, almeno quello visto finora. Il Polesine sembra abitato, al contrario del vicentino. Dire che è vivace, forse è troppo, ma i paesi appaiono normali. E tra un paese e l'altro ci sono strade percorse da persone. Evidentemente esistono scambi culturali e commerciali tra un paese e l'altro, al contrario del vicentino, almeno quello che abbiamo percorso noi. Ma una domanda, alla fine, dobbiamo porcela (ci poniamo una quantità di domande oziose e un po' cretine durante questi giorni, forse è il caldo, forse la fatica, forse è proprio il nostro carattere). La domanda cretina di oggi è: perché Badia si chiama Polesine e sta sull'Adige? Teoria di Giorgio: "E' chiaro. Anche l'Adige sta in Polesine". "E l'Adigiano dov'è", lo incalzo io. "E che ne posso sapere io. Sono mica Sveva Sagramola". E' questo il momento di massima tensione culturale fra me e Giorgio. Giampaolo, detto fra noi, se ne frega e inizia un imbarazzante spogliarello. Prima si toglie le scarpe da trekkink, poi i calzini, poi comincia a camminare con le birkenstock. Poi si toglie anche le birkenstock e procede scalzo lungo la linea bianca. "Perché cammini scalzo sulla linea bianca?", gli chiedo io che sono il giornalista curioso. "Perché è liscia e fresca", risponde Giampaolo il quale sembra che per le righe bianche sull'asfalto provi attrazione erotica.

Giorgio, che ha appena imparato il vicentino ("E' facile, basta cominciare tutte le frasi con "xe" e finirle con "ah"") si accorge grazie alla sua estrema sensibilità per le lingue, che il dialetto sta cambiando. Siamo infatti ancora in Veneto, in provincia di Rovigo, ma le influenze della Romagna si fanno sentire. "Sono le avanguardie del ferrarese", dice trionfante come se sapesse quello che sta dicendo. E poi snocciola tutta la sua residua cultura appena appresa dal cameriere. "Qui è nato Eugenio Balzan", proclama. Di fronte al mio sguardo spento cala il carico da dieci: "Qui è nato Riccardo Patrese". Ah, vabbé allora.

E insomma passiamo l'Adige. Ma poco prima dello storico avvenimento abbiamo la prova visibile della ricchezza del nord est. Nell'aia di una cascina sul bordo della statale 19 è pronto al decollo un elicottero, non chiedetemi la marca, ma credetemi, un elicottero grande, un elicotterone. "Costa due miliardi e mezzo", dice orgogliosa una grossa signora, parente. Le chiedo se non consideri pericoloso atterrare tra un filare di pioppi e le altalene dei bambini. "In effetti i pioppi sarebbe meglio tagliarli, ma sono del vicino, e il vicino è antipatico", dice.

Come si sceglie un albergo alla fine di una giornata di faticoso cammino? Esiste un'equazione che abbiamo messo a punto dopo tre giorni di "lunga marcetta". Se c'è un albergo solo, quello. Se ci sono due alberghi, si sceglie sempre il secondo che arriva sulla strada, anche se si è stanchi. Sembrebbe a prima vista una contraddizione. Ma è sempre successo così. Quando si arriva al primo albergo uno dei due dice: "E' brutto". Andiamo in quell'altro". Se però l'albergo è incontestabilmente bello, uno dei due dice: "E' caro. Andiamo in quell'altro". Che cosa succede una volta arrivati al secondo albergo e si scopre che è incredibilmente più brutto e più caro? Niente perché interviene il combinato disposto con la "legge del non ritorno", legge fondamentale alla quale si attengono tutti i camminatori non preparati fisicamente. La legge del non ritorno, legge della quale mi sembra di avervi già parlato, e che è stata finora applicata da noi in maniera severissima, come non farebbe nemmeno un tutore inglese incazzato, dice: "Indietro non si torna. Mai". Quindi ci si ferma nel secondo albergo che fa schifo ed è carissimo. A volte però può succedere il contrario. Abbiamo superato in tromba il primo albergo (chiamarlo albergo potrebbe causare una ispezione ministeriale) e abbiamo deciso di rischiare un km in più. Siamo stati premiati. La Magnolia accoglie stanche membra avvolgendo il tutto in gentilezza e buona cucina. Quattro stelle.

Bollettino medico: vescica mignolo sx di Giorgio. Tolta medicazione appare tonica. Disinfettata con acqua ossigenata e di nuovo rifasciata. Polpaccio dx di Claudio, dopo Lasonil di ieri presenta ancora leggera infiammazione, nuovo Lasonil. Muscoli spalla dx e sx ancora doloranti, necessario o massaggiatore o portazaino. Giampaolo non ha lamentato dolori, soffre in silenzio.


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7 commenti:

isabella guarini ha detto...

" PEDINTERNET" potrebbe essere il titolo del nuovo libro di CSF.
In fondo con le nuove tecnologie molto tempo si libera, per cui lo si riempie con lo "step by step" riscoprendo antichi sapori misti a nuovi odori e rumori. Bye, bye.

max ha detto...

a proposito del camminare, lascio un link interessante ai due "lenti camminatori"...
http://www.warriorofthelight.com/ital/index.html

davide ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
davide ha detto...

arissimi subdirector e badante, giorni fa vi ho mandato un messaggio minacciandovi della presenza dei miei a badia polesine.
Purtroppo ho calcolato male i tempi e la mamma è ancora in ferie.
O forse avevo scarsa fiducia nella vostra media giornaliera.
Spero di potervi incrociare quando sarete in zona bolognese, disposto a portare i fardelli della vostra marcia.
Intanto guardo con il sorriso il buon sabelli sulla panchina dell'adigetto ("adiseto" in lingua locale) e vi auguro buon viaggio.

fedevet ha detto...

CONSULTI MEDICI
Non sapendo ancora se potrò alleviare le vostre sofferenze portandovi lo zaino, intanto ci provo in altro modo. Claudio: il lasonil è acqua di rose..consiglio di sostituire terapia in atto con applicazioni di TRAUMAGEL o DOLAUT. Giorgio, se ti va, medica la vescica due volte al giorno come segue: disinfezione con acqua ossigenata, quindi applicazione di pomata tipo CONNETTIVINA o IRUXOL e bendaggio. Nonostante tutto, in fondo, un po' vi invidio...baci baci Federica Pirrone

csf ha detto...

Ricordo bene che Federica è veterinaria? (csf)

fedevet ha detto...

Fidatevi, ragazzi...del resto, come disse Papa Luciani: "Uomini, vegetali, animali: siamo tutti nella stessa barca".