lunedì 18 giugno 2007

-14 bis- IL CLUB MAI-A-LETTO

(da Santa Maria Codifiume a Medicina, 25 km oggi, 240 totali, 52 ore di camminata alla media di 4,6 km all'ora, paesi passati Molinella, Selva Malvezzi, Fiorentina)

La casualità della linea retta. Noi abbiamo scelto di andare da Masetti a Cura di Vetralla seguento la via più retta possibile. Ovviamente con piccoli e inevitabili zig-zag. Abbiamo chiamato tutto ciò "la casualità della linea retta". E oggi ne abbiamo per la prima volta coscienza tangibile. La casualità della linea retta è la versione da viaggio di "Sliding doors". Che cosa sarebbe successo se fossimo partiti un'ora prima? Se avessimo trovato un ristorante aperto? Se avessimo fatto un'altra strada, leggermente più a destra o più a sinistra? Semplice. Non avremmo incontrato il Pad, la locanda dei Lupi, Danilo, la locanda Pancelli, il Club Mai-a-letto. Il tutto a Selva Malvezzi, nel palazzo del Governatore. Sembra quasi una favola. Provenienti da Molinella, paese incredibile con 6 mila abitanti e otto banche, un open di tennis e due modesti alberghi in periferia dal nome impegnativo, Palace Hotel e Park Hotel, una torre pendente e una quantità esagerata di gelaterie, imbocchiamo la strada sud che ci porterà a Medicina. Stessa storia di tutti i giorni. All'ora di pranzo, bar e ristoranti chiusi. Arriviamo a Selva Malvezzi con l'animo rinunciatario. Vediamo un bar, chiuso naturalmente, e ci accomodiamo. E' con noi anche Antonella, 40 anni, single, sviluppatrice di software. Per venire con noi ha raccontato una balla. "Mi si è rotto il motorino". Apparecchiamo. Il menu di oggi prevedere pomodorini, prosciutto cotto, ciliegine di provola affumicata, banane e albicocche. Il tutto bagnato con acqua di fontanella. Davanti a noi bighellonano tra ragazzi con due biciclette. Stiamo quasi per andarcene quando si presenta Danilo, il proprietario del bar, la Locanda Pincelli. Dice: "E' chiuso". Diciamo: "Non ci era sfuggito". Dice: "Ma voi siete i famosi camminatori?". Diciamo: "Effettivamente". Dice: "Ho letto una pagina del Corriere della Sera sulla vostra avventura". Diciamo: "Va bene ma non potresti aprire il bar?" E' l'inizio di un amore a prima vista, fulminante, roba da Paolo e Francesca. Danilo apre il bar in nostro onore. Comincia ad offrirci di tutto. Vuole sapere di noi. Ma in realtà siamo noi che vogliamo sapere di lui. E abbiamo ragione. Scopriamo che il bar lo gestisce per divertimento, in realtà fa il buyer ai mercati generali di Bologna, cioè passa tutte le notti a comprare frutta dagli agricoltori della bassa e a venderla a grossi commercianti sparsi in tutta italia. "Sei un miliardario", gli dice Giorgio. Ride: "Ma và". Il figlio interviene e lo sputtana. "E' un vecchio comunista ma si è imborghesito. Si è comprato la Range Rover e si è fatto la piscina. A scuola mi prendono tutti per il culo". A questo punto parte il dibattito. Il partito democratico, la destra, Cofferati, la solita paccottiglia di questi giorni. Su Cofferati ha idee chiarissime: "Ha rotto i coglioni". A questo punto arriva il Paderni. Detto il Pad. E' basso, tarchiato, calvo, incrocio fra Pantani, il Duce, Ferrini e quello che a Zelig faceva il sindaco romagnolo. Età fra i 65 e i 70. Non sempre si capisce quello che dice. Cerco di ricapitolare il suo pensiero e la sua storia. "Io di politica non parlo. Qui nella Locanda dei Lupi e nel mio Club Mai-a-letto vengono tutti. Anche Eva Robin's. Apro quando chiude il bar di Danilo. Mi piacciono le donne ma ho una mia morale. Mai tradire mia moglie quando lei è in vacanza. Non è corretto. Se debbo farlo lo faccio quando lei c'è. E dorme. Adesso mi sono innamorato di Livia, una cameriera che ho conosciuto in Grecia. E' bellissima. Guardate la foto. Non vado mai a dormire prima delle sei e mi alzo alle otto. Nel mio locale non si paga. Guardate il listino. Birra zero euri. Vino zero euri. Mortadella zero euri. E per grandi consumi sconto del dieci per cento". Ci offre prosecco, dolcetto, barbera, mortadella, biscotti di Ombretta. "Io non bevo", dice. "Ormai solo birra" E scola il suo baloon pieno di barbera. Prende un megafono e si improvvisa show man. "Sono qui presenti due tipi che non so chi siano, non so da dove vengono, non so dove vanno ma sono simpatici". Ci mostra la cassa da morto refrigerata dove tiene gli aperitivi. Le collezioni vecchissime dal 1960 in poi di Stadio, il quotidiano sportivo. Prima dell'ingresso c'è perfino una scritta originale sul muro: "Viva Fausto Coppi". Passiamo due ore magiche, immersi nelle atmosfere che conosciamo solo per aver visto qualche film sulla provincia emiliana. Il distacco è realmente difficile. Questo è uno degli aspetti negativi della nostra "lunga marcetta". Vedi cose che voi umani no, te ne innamori ed è subito il momento di partire. Forse è meglio così. Il ricordo rende impossibile la contaminazione. Lasciatemi dire una cosa straziante: Danilo e il Pad non li dimenticheremo mai. Ovunque voi siate, un consiglio. La locanda Pincelli e il Mai-a-letto Club valgono una deviazione di 200 km. Noi ci siamo venuti a piedi da Trento!

Il resto della giornata lo passiamo a parlare della vita amorosa e sentimentale di Antonella, una che non vuole spendere la vita a lavare pomodorini per il suo uomo. Giorgio, impietoso: "Single sei e single rimarrai". Giorgio è uomo moderno. Prima di arrivare a Medicina ci appare una costruzione avveniristica. Una super parabola e tante antenne dalle forme strane. E' il radiotelescopio di Medicina. Io mi appassiono e costringo la truppa ad una deviazione. Prendiamo strade piene di divieti di accesso che esaltano la nostra matrice naturale spionistica al punto che nascondiamo telecamera e telefonino all'arrivo di una camionetta. Quando l'autista della camionetta ci intercetta, scende dalla vettura, ci viene incontro e ci dice: "Se volete vedere il telescopio più da vicino prendete la strada a sinistra. Ci finirete proprio sotto. Le guardie? Ci sono solo di notte. Tranquilli". Arriviamo a Medicina dopo le sette. Noi come al solito stramazziamo su un letto. Antonella trova la fermata degli autobus, sale sul pullman per Bologna e ci lascia.

Bollettino medico: Giorgio nota il comparire di nuove e più eleganti vesciche all'interno di entrambi i piedi, simmetriche. Intervento con pelle Compeed, ancora indecisi a causa del dibattito scatenato, se tagliare la pelle morta o lasciarla tranquilla. Decide di tornare alle scarpe vecchie. Io niente di traumatico ma spossatezza generale che curo con dosi massicce di sonno, quando è possibile. La cura bidet, piedi per venti minuti in acqua gelata, continua per entrambi resa un po' meno efficace dal fatto che l'acqua che esce dai bidet in questi giorni in Emilia è calda. Prima ancora dell'arrivo di Marco Ardemagni che ci accompagnerà per un giorno è previsto l'arrivo di Sandra, simpatica veterinaria di Bologna. Giorgio tira un sospiro di sollievo e gli occhi si accendono di speranza. Domani vi relazionerò sulla visita veterinaria.


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2 commenti:

fedevet ha detto...

AH! non solo non avete seguito una lettera dei miei consigli..vengo anche a sapere che di buon grado accettere la visita medica di un'altra (simpatica!?) veterinaria. Traditori! Comunque, il mio affetto nei vostri confronti cresce tappa dopo tappa, e così, per rimanere in tema di citazioni, ve ne voglio dedicare una di Hugo (I miserabili) che trovo vi si addica moltissimo.
"In ogni secolo, uomini di genio intraprendono questa scalata. Questi uomini si inerpicano sulla montagna, penetrano nelle nuvole, scompaiono, riappaiono. Li spiamo, li osserviamo. Costeggiano i precipizi, audacemente proseguono il loro cammino. Eccoli in alto, eccoli lontano; sono soltanto dei puntini neri. Come sono piccoli! dice la folla. Sono dei giganti. Vanno. La strada è accidentata, le difficoltà costanti. Ad ogni passo un muro, ad ogni passo un’insidia. La tempesta imperversa. Tuttavia, essi proseguono nella loro pazzia. Alcuni cadono. Altri si fermano e tornano sui loro passi. Gli intrepidi continuano, i predestinati persistono. Sono puntati dalle aquile; i fulmini si agitano nell’aria sopra di loro: l’uragano è furioso. Non importa, essi perseverano".

Giuseppe P. ha detto...

Un pensiero à porter è più leggero di un libro nello zaino:
"E', il camminare di cui parlo, l'impresa stessa, l'avventura della giornata. Se volete fare esercizio, andate in cerca delle sorgenti della vita".
(Henry D. Thoreau)
Bravi Claudio e Giorgio! Siete sulla strada giusta (anche se un po' lunga, ma che fa...).
Vi seguo, vi incoraggio e cammino più che posso.
Giuseppe P.