lunedì 5 novembre 2007

MALGA CAMPO, IO C'ERO

da Cristina Ancarani, Brisighella

Rientro triste, avendo salutato 30 persone con un bel magone da “già mi mancano” dopo solo 72 ore dall’averle conosciute. La cosa peggiora dopo aver passato 3 sere facendo tardi a chiacchiere con i soggetti di cui sopra, con una TV che passa infinite forme di nuvole, o un’ora e 56 di un’Odissea dei giorni nostri di 2 improbabili eroi con aspettative di vendite di un libro che riassume le loro fatiche (ma un epigono si mangia?). Chissà se il ricordo del magico esilarante anello formatosi un giovedì notte, sacro per antichi popoli come i Cimbri, attorno ad un tavolo quadrato, nella faticosa presentazione degli intervenuti, da parte di nuovo bonario padre eterno con annesso cinico figlio non ufficialmente riconosciuto, resisterà, come spero resistano i modi gentili dei cimbri odierni come tutto quello di squisito che ho mangiato in sti giorni ad alta quota. Rimarrà l’emozione di toccare un muro vecchio di 90 anni che mi ha raccontato dei miei nonni, che in qualcosa di molto simile, a patire freddo e paura ci sono stati davvero quando avevano solo 18 anni. Certo è che il Cenone del sabato mi farà anche per quello di Capodanno. Quando ritrovo una compagnia così speciale?

Mai. (csf)

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